La Lazio non è più la Lazio: situazione preoccupante

Scritto il 20/01/2026
da Roberto Mari

La Lazio è oramai lontana parente di se stessa: 126 anni di storia non meritano un momento così

Lazio surclassata dal Como che, oltre a segnare tre gol e sbagliare un rigore, ha avuto almeno altre due occasioni nitide dove soltanto la bravura di Provedel ha evitato un passivo peggiore. Uno  0-3 netto e meritato da parte dei lariani che si divertono a fare il torello per 95 minuti. Lazio in balia degli avversari che fanno correre il pallone mettendo a nudo tutti i limiti dei biancocelesti.

Ma non è solo la debacle di ieri che deve preoccupare. La squadra di Sarri non vince in casa ne con la Cremonese, ne con la Fiorentina. A Udine segna con un autogol, così come a Verona. Una squadra che fatica a creare azioni da rete e, anche se fa una buona fase difensiva, è decisamente troppo poco per la serie A. Società, arbitri, mercato e chi più ne ha più ne metta. Adesso però basta! Gli alibi non servono. Serve giocare a calcio, come ieri ha fatto il Como.

SS Lazio

Ci sono giocatori sopravvalutati che forse non giocherebbero da nessuna parte. Non farò nomi perché se amate il calcio, lo vedete voi stessi. Fatto sta che la Lazio, per storia e gloria, non può essere rappresentata così. La situazione è imbarazzante, quasi grottesca e nessuno fa niente per cambiarla, a partire dalla società che dal mercato si ostina a sostituire giocatori senza alzare il livello qualitativo della squadra. Poi c’è il mister, che non riesce a cambiare mentalità ai suoi uomini, non cambia modulo, non fa qualcosa di diverso per sorprendere l’avversario di turno. Infine i giocatori che non hanno qualità tecniche in grado di alzare l’asticella e si incartano su loro stessi buttando tutte le energie sul nervosismo anziché sul giocare a calcio. Siamo al limite della sopportazione, anzi, lo abbiamo superato. Non so voi, ma io non mi sento più rappresentato da niente e da nessuno e questo non è un bel segnale. Forza Lazio perché ciò che conta è solo il simbolo, i colori e la fede.