Tra cessioni, silenzi e conti da sistemare: a Formello regna la confusione
Chiamarlo mercato è quasi un eufemismo. A Formello regna il catalazio, un miscuglio confuso di promesse, silenzi e decisioni che sembrano scollegate da qualsiasi progetto tecnico. Il rafforzamento promesso a Maurizio Sarri? Al momento resta un’idea astratta, buona per le conferenze di fine stagione, ma lontanissima dalla realtà dei fatti.
Le partenze, quelle già consumate e quelle solo annunciate, hanno creato un vuoto tecnico e soprattutto un vuoto di senso.
Si vende, si parla di cessioni eccellenti, si ascoltano voci insistenti su altri addii imminenti, ma senza che venga spiegato il perché. E quando manca la spiegazione, nasce la confusione. Il direttore sportivo è chiamato a costruire, ma oggi sembra limitato, frenato, forse impossibilitato a lavorare davvero. Non per incapacità, ma per una linea societaria che appare rigida, attendista, scollegata dalle esigenze di campo. Sarri chiede giocatori funzionali, la Lazio risponde con operazioni rimandate, occasioni mancate e un immobilismo che preoccupa. E poi c’è il silenzio. Quello del presidente Claudio Lotito, che da giorni non parla. Un silenzio che pesa più di mille dichiarazioni, perché racconta una situazione anomala, quasi sospesa. Quando il presidente tace mentre la squadra si smonta pezzo dopo pezzo, il messaggio arriva forte e chiaro: qualcosa non torna. È vero, la Lazio deve risanare i conti. È un’esigenza reale, concreta. Ma la domanda è un’altra: perché non farlo a luglio?
Perché si vende ora ?
Angelo Fabiani: profilo X @officialsslazio
Perché arrivare a gennaio a vendere, indebolendo una rosa già corta e compromettendo una stagione che avrebbe potuto avere altre ambizioni Vendere per sistemare i bilanci può essere utile, vendere senza un piano tecnico, no. E allora sì, forse è arrivato davvero il momento. Il momento di fermarsi, guardarsi allo specchio e decidere cosa vuole essere la Lazio. ulUna società che sopravvive o una squadra che compete? Perché il “catalazio” può anche passare. Ma senza un progetto, resta solo il caos.