Lazio, quando il cuore tifa ma non riesce più a sognare

Scritto il 23/01/2026
da Marzia luchetta

Lazio, quando il cuore tifa ma non riesce più a sperare: i tifosi biancocelesti non posso più sognare

Come disse il celebre Jim Morrison: “Se vuoi uccidere un uomo, privalo del suo sogno più bello.” Una frase di grande forza, capace di rappresentare ogni individuo in un determinato momento della vita. Oggi, però, sembra racchiudere il sentimento di un’intera tifoseria: quella della Lazio. I sostenitori biancocelesti, soprattutto in questa stagione, hanno la sensazione di non poter più sognare. Non in grande, ma nemmeno attraverso un piccolo, velato desiderio. Da sempre si tratta di una tifoseria che non si arrende, consapevole che scegliere la Lazio significhi non scegliere la strada più semplice. Eppure, ciò che si vive ora è qualcosa di diverso: impotenza e stanchezza, la consapevolezza di non poter incidere sugli eventi, di non poter cambiare il corso delle cose.

Soprattutto da bambini si sogna, ed è proprio in quell’età che si formano le nuove generazioni di tifosi. Ma farlo nell’ambiente biancoceleste romano oggi appare quasi impossibile: sapere fin da subito di non poter ambire a determinati giocatori, perché sarebbe comunque vano. Una squadra di calcio dovrebbe alleggerire i pensieri quotidiani, essere gioia, evasione, speranza di esultare insieme. Qui, invece, il sentimento dominante è ben diverso: rabbia e rassegnazione. E quando si arriva a questo punto, chi è chiamato in causa dovrebbe saperlo riconoscere, facendo un passo indietro e provare a cambiare gli eventi. Che tu sia bambino o adulto, nella vita come nella squadra del cuore, quando non puoi più sperare né sognare tutto si ferma. Perché è proprio il sogno a tenere viva una persona, così come una tifoseria.