Lazio in confusione, Caicedo stenta a crederci
Il clima in casa Lazio è diventato irrespirabile, trasformando questo gennaio 2026 in uno dei momenti più bui della gestione di Claudio Lotito. Dopo le pesanti dichiarazioni del Presidente – che ha ribadito con fermezza la posizione nei confronti dei tifosi e del tecnico – lo strappo con l’ambiente sembra ormai insanabile. La rosa di Maurizio Sarri, già indebolita dalle partenze eccellenti di Taty Castellanos, volato al West Ham, e di Matteo Guendouzi, trasferitosi al Fenerbahçe, sta subendo una vera e propria demolizione tecnica. L’ultimo tassello di questo mosaico di addii è rappresentato da Alessio Romagnoli: il pilastro della difesa e leader dello spogliatoio, ha ufficialmente chiesto la cessione per raggiungere l’Al-Sadd di Roberto Mancini in Qatar. Una decisione che ha scatenato la furia della tifoseria organizzata, non certo contro Romagnoli, che attraverso un duro comunicato, ha annunciato uno sciopero del tifo per la prossima sfida contro il Genoa, invitando tutto il popolo biancoceleste a lasciare vuoto lo stadio Olimpico in segno di protesta contro una presidenza accusata di mancanza di ambizione e di “sabotaggio” del progetto tecnico.
Il “giallo” Romagnoli e lo sfogo di Caicedo: “Cosa stiamo diventando…”
Profilo Ufficiale X @FelipaoCaicedo
In questo scenario surreale, la società ha provato a gettare acqua sul fuoco con una nota ufficiale che ha però ottenuto l’effetto opposto, aumentando il senso di confusione. La Lazio ha infatti dichiarato Romagnoli incedibile, affermando che il difensore non è mai stato sul mercato, nonostante il giocatore avesse già salutato compagni e staff tecnico convinto della partenza. Una situazione paradossale che ha spinto un’icona biancoceleste come Felipe Caicedo a rompere il silenzio sui social. L’ex “Panterone”, che ha appeso gli scarpini al chiodo proprio lo scorso 1° gennaio 2026 a seguito della tragica scomparsa del compagno Mario Pineida, ha affidato a X tutta la sua amarezza: “Cosa stiamo diventando… #Lazio #ForzaLazio”. Parole pesanti, quelle di Caicedo, che riflettono lo smarrimento di chi ha vissuto gli anni d’oro del club e oggi osserva dall’esterno un ridimensionamento che appare inarrestabile. Il ritiro di Felipe dal calcio giocato ha lasciato un vuoto nel cuore dei tifosi, ma il suo legame con il mondo laziale resta viscerale, rendendo il suo sfogo il manifesto di un popolo che non riconosce più la propria squadra in questo caos societario e tecnico.