LIBERTÀ: cosa c’è dietro la censura?

Scritto il 17/03/2026
da Roberto Mari

La questione continua: chi ha vietato la coreografia in Tevere?

Un grande cantautore e intellettuale italiano, Giorgio Gaber, scrisse una delle canzoni più belle di sempre e dal forte significato: La libertà. Correva l’anno 1972 e quel testo, ebbe il coraggio di urlare al mondo la negazione ad ogni forma di sopruso, di rivendicare il concetto di un essere umano libero. Una delle frasi più incisive è: ‘la libertà è partecipazione’. Ed è proprio questo il punto focale di cui bisogna parlare.

La coreografia organizzata in tribuna Tevere, doveva formare proprio la parola LIBERTÀ, ma questo non è stato possibile. Era tutto pronto! I cartoncini erano sui seggiolini con tanto di volantino di istruzioni. Si aspettava soltanto il via del tifo organizzato e quella parola, LIBERTÀ,  sarebbe comparsa dominando la tribuna. Un messaggio di forte impatto visivo inizialmente, che poi avrebbe toccato l’animo di tutti.

Libertà Lazio

Circa un’ora prima del fischio d’inizio del match contro il Milan, è arrivato il divieto di esporre la parola LIBERTÀ. Sembra sia stata la questura a decidere all’ultimo momento, facendo intervenire GOS e SLO per bloccare i tifosi. Un esponente della tifoseria biancoceleste ha parlato ad una radio romana condannando l’accaduto: “Libertà è una parola baluardo dell’essere umano. La parola libertà non può essere vietata. Se la gente si sente di urlarla e scriverla non si può vietare, perchè non sto dicendo nulla di offensivo e di immorale”.

La Lazio non ha rilasciato alcun comunicato ufficiale, ne una nota, ne un post sui social. Tutto tace, ma rimane aperta la questione. Quella partecipazione cantata da Gaber, non c’è stata. Qualcuno non l’ha voluta e questo rimane un fatto grave. Forse nelle prossime ore, o nei prossimi giorni, sapremo qualcosa in più sulle responsabilità del diniego. Una cosa è certa: non c’è stata LIBERTÀ.