Lazio-Inter, Chivu espugna un Olimpico a tinte nerazzurre
L’antipasto della finale di Coppa Italia serve una portata amara per la Lazio e un banchetto trionfale per l’Inter. Il 3-0 finale in favore dei nerazzurri fotografa una superiorità tecnica e mentale che Cristian Chivu ha saputo imporre fin dai primi vagiti del match. La sfida si sblocca già al 7’, quando Lautaro Martinez capitalizza una sponda di Thuram su rimessa laterale di Bisseck, battendo un incolpevole Motta. La reazione biancoceleste appare timida, quasi filtrata dalla preoccupazione di non subire danni irreparabili in vista dell’imminente finale di Coppa Italia. Al 39’, il raddoppio firmato da Sucic – su suggerimento del solito Lautaro – mette in ghiaccio la contesa già prima dell’intervallo, evidenziando una fragilità difensiva per l’undici Maurizio Sarri.
Il secondo tempo non cambia lo spartito, anzi ne accentua le tinte nerazzurre. L’episodio che chiude definitivamente ogni velleità di rimonta arriva al 59’: un intervento ruvido di Romagnoli su Bonny, inizialmente sanzionato con il giallo, viene tramutato in espulsione diretta dopo la revisione al monitor di Rosario Abisso. In dieci uomini, la Lazio finisce per abbassare ulteriormente il baricentro, limitandosi a contenere i danni, seppur con un paio di occasioni “sprecate”. Al 76’, un errore in fase di disimpegno di Dele-Bashiru spalanca la strada al definitivo 3-0 di Mkhitaryan, gelido nel trafiggere Motta dopo una combinazione con Bonny.
Mercoledì l’atto finale: Sarri punta sui rientri per la rivincita
Nonostante il passivo pesante, la sensazione percepita all’Olimpico è stata quella di un match giocato “con il freno a mano tirato” da parte dei capitolini. La Lazio è apparsa eccessivamente timorosa di affondare il colpo o di rischiare contrasti duri, quasi volesse preservare l’integrità dei propri interpreti per la vera battaglia di mercoledì. A rendere l’atmosfera ancora più surreale è stata la cornice di pubblico: un Olimpico privo del calore biancoceleste e, al contrario, vibrante dei cori dei sostenitori interisti, che hanno trasformato la trasferta romana in una sorta di gara casalinga.
Lazio Taylor
Tuttavia, la finale di Coppa Italia promette di essere un film completamente diverso. Maurizio Sarri, infatti, potrà contare su due pedine fondamentali che sono mancate nello scacchiere odierno: Taylor e Zaccagni. Il rientro dell’esterno italiano restituirà quell’imprevedibilità offensiva necessaria per scardinare la solidità di Acerbi e compagni, mentre la solidità di Taylor permetterà una gestione della linea mediana meno affannosa rispetto a quanto visto oggi. Mercoledì non ci sarà spazio per i calcoli o per la paura; in palio c’è un trofeo che può riscattare un’annata intera.