Grazie Mister: Sarri lascia la Lazio, ma non il cuore dei tifosi biancocelesti
Si è consumato, per la seconda volta, l’addio tra Maurizio Sarri e la Lazio. Una separazione che fa male quanto la prima, perché gran parte del popolo biancoceleste resterà sempre legata a un allenatore capace di lasciare un segno profondo, soprattutto nella sua seconda esperienza nella Capitale. Sarri aveva scelto di tornare alla Lazio pur consapevole di avere a disposizione una rosa poco adatta alla sua idea di calcio e impoverita dall’addio di uomini chiave come Ciro Immobile, Felipe Anderson, Luis Alberto e del “Sergente” Sergej Milinković-Savić, protagonista assoluto del primo ciclo culminato con uno storico secondo posto che fece sognare e divertire l’intero ambiente laziale.
Nonostante promesse mai mantenute e il senso di solitudine percepito davanti a una società incapace di soddisfare le sue richieste tecniche, Sarri è rimasto al suo posto, affrontando difficoltà e critiche senza mai tirarsi indietro. Nella stagione appena conclusa ha saputo trascinare la squadra fino alla finale di Coppa Italia, restituendo orgoglio e identità a un popolo ormai stanco e disilluso. In un momento in cui la tifoseria fatica persino a sperare in qualcosa di positivo, Maurizio Sarri ha rappresentato un condottiero senza paura, un uomo capace di difendere i colori biancocelesti dentro e fuori dal campo.
Grazie Mister, e buona fortuna