La curiosità: nessun grande cambio di proprietà è stato veloce

Scritto il 01/06/2026
da Luca Belardi

Lazio, da Chinaglia a Lotito: quanto sono durate davvero le trattative per il cambio di proprietà?

Quando si parla di una possibile cessione della Lazio, molti immaginano operazioni rapide. In realtà la storia biancoceleste racconta l’opposto: quasi ogni passaggio di proprietà importante è stato accompagnato da mesi, a volte anni, di contatti, trattative e tensioni societarie.

Da Giorgio Chinaglia a Gianmarco Calleri: una Lazio da ricostruire

Giorgio Chinaglia / Foto: profilo X SS Lazio

Negli anni Ottanta la Lazio vive una delle fasi più difficili della propria storia. La gestione di Giorgio Chinaglia termina nel 1986, in un clima pesante tra problemi economici e risultati deludenti. A raccogliere l’eredità è Gianmarco Calleri, imprenditore che entra nel club con un progetto di rilancio. Non si trattò di una semplice firma in pochi giorni: la riorganizzazione societaria richiese mesi e avvenne mentre la Lazio cercava di uscire da una situazione finanziaria estremamente delicata.

Da Calleri a Cragnotti: la trattativa che durò circa un anno

Sergio Cragnotti / Foto: profilo X SS Lazio

È probabilmente il passaggio societario più famoso della storia laziale. Le prime indiscrezioni sull’interessamento di Sergio Cragnotti iniziano già nel 1991. Il finanziere romano entra progressivamente nell’orbita del club, acquista quote e comincia perfino a programmare il futuro mercato prima ancora di diventare presidente. La trattativa con Calleri e con gli altri azionisti principali si trascina però per molti mesi. Diverse fonti parlano infatti di un negoziato iniziato addirittura nel 1991 e concluso soltanto il 20 febbraio 1992, quando Cragnotti rileva ufficialmente la società per circa 38 miliardi di lire. Diventa poi presidente il 12 marzo successivo. In totale, circa un anno di trattative.

Da Cragnotti a Lotito: circa 18 mesi per salvare la Lazio

Lotito e Cragnotti: profilo X @officialsslazio

La trattativa più lunga e drammatica resta probabilmente quella che porta a Claudio Lotito. Dopo il crack finanziario del gruppo Cirio e l’uscita di scena di Cragnotti nel gennaio 2003, la Lazio entra in una fase di enorme incertezza. La società viene guidata temporaneamente da Ugo Longo mentre si cercano investitori e soluzioni per evitare il collasso.

L’acquisizione da parte di Lotito arriva soltanto nel luglio 2004. Tra la caduta di Cragnotti e l’arrivo del nuovo proprietario passano circa diciotto mesi, con trattative che sembrano saltare più volte prima della firma definitiva.

La curiosità: nessun grande cambio di proprietà è stato veloce

Lazio Lotito

La storia biancoceleste insegna quindi che tra una voce di vendita e un vero passaggio di proprietà possono passare molti mesi. È successo con Cragnotti, è successo con Lotito e, guardando al passato della Lazio, non sarebbe una novità se accadesse ancora.