Lazio, Taylor e il legame con l’Ajax: “È stato bellissimo passare dalle giovanili alla prima squadra”
SS Lazio Taylor
Kenneth Taylor ha rilasciato una lunga intervista presso il sito olandese Kick ‘t Met su Ziggo Sport. Il centrocampista della Lazio ha ripercorso le varie tappe della sua carriera: dalle giovanili dell’Ajax, la squadra del suo cuore, fino ad arrivare agli ultimi sei mesi trascorsi a Roma. Attualmente il clima a Formello è tutt’altro che gioioso, vedremo nei prossimi giorni se cambieranno le cose con Gattuso. Di seguito sono ripotate le dichiarazioni di Taylor:
“Dalle giovanili alla prima squadra dell’Ajax? Pochi amici hanno la fortuna di vivere un’esperienza simile insieme. Il nostro sogno era giocare in prima squadra. Il declino dell’Ajax? È stato doloroso, parliamo del più grande club dei Paesi Bassi. Lo rimarrà sempre, ma in questo momento il PSV sta dominando. Spero che l’Ajax ne esca il prima possibile. Non ci penserei due volte a tornare all’Ajax, sarebbe davvero bellissimo. L’Ajax è casa mia al cento per cento. Quando sei lì vuoi essere importante e aiutare il club il più possibile, quindi ti fai carico di certe responsabilità. È una cosa che ti viene quasi automatica. Negli ultimi mesi erano partiti molti ragazzi. Da un lato è bello per loro, ma per me e per l’Ajax è stato un peccato. D’altronde è la filosofia del club ed è anche ciò che lo rende così affascinante: formi i giovani e poi li vendi. Ci sono tantissimi esempi di questo.
L’anno con Farioli? Ho solo ricordi positivi di quel periodo, se escludiamo le ultime partite. Guardando tutta la stagione, porto con me solo cose positive. Ho imparato molto, sia io che la squadra. Lì ho vissuto alcune dinamiche che qui alla Lazio sono praticamente identiche. Il modo in cui difendevamo di squadra quell’anno, ad esempio, è molto simile. Anche qui giochiamo a quattro dietro, il modo in cui ci si muove e come ci si aiuta a vicenda è identico a ciò che facciamo ora alla Lazio. Ci sono momenti in cui penso: ‘Questo l’ho già fatto all’Ajax’. Proprio grazie a questo sono riuscito ad adattarmi qui molto più velocemente del normale.”