Un tempo era un punto di arrivo: ora la Lazio rischia di non essere neanche un punto di partenza
Il lento e inesorabile declino della Lazio è ormai sotto gli occhi di tutti. I proclami della società nel corso degli anni, hanno cercato di convincere tutti che la Lazio fosse un punto di arrivo per calciatori di livello. La realtà invece dice esattamente il contrario: la Lazio non è neanche più un punto di partenza.
Quelle che usiamo sono parole dure, è vero! Ma i fatti non possono smentire ciò che sta accadendo da alcuni anni a questa parte. In questo club si sono consacrati giocatori in cerca di riscatto. Ricordiamo Ciro Immobile ad esempio, che si era un po’ perso nelle varie esperienze all’estero e che alla Lazio è diventato The King realizzando più di 200 gol e vincendo la scarpa d’oro.
Luis Alberto era ai margini del progetto in Inghilterra. La Lazio lo ha portato nella capitale ed è diventato uno degli assistman più prolifici d’Europa. Ora è il contrario! Gila è stato preso giovane e a pochi euro, adesso è oggetto del desiderio di molte squadre. Un tempo sarebbe stato un perno su cui fondare la nuova rosa, invece vuole lasciare Roma e accasarsi in un club che perlomeno faccia le coppe europee.
Questi sono solo alcuni esempi di come questa gestione non ha saputo valorizzare il patrimonio calcistico che aveva faticosamente acquisito. Bastava costruire una squadra competitiva intorno a quegli elementi più forti, alzando il livello del club e lottando con le migliori. Si poteva fare tanto per essere un punto di riferimento per calciatori di livello, invece si è scelto il ridimensionamento.
A tutto questo poi aggiungiamo i continui cambi di allenatore che hanno portato ad un ricominciare sempre da zero perdendo tempo prezioso in un calcio che corre. La Lazio è al palo e da lì non si schioda più.