Fumata nera a Formello: Peruzzi non vuole fare il parafulmine di Lotito. Salta il ritorno alla Lazio
LAZIO – PERUZZI – LOTITO Niente da fare, il tanto evocato ritorno di Angelo Peruzzi alla Lazio non si concretizzerà. Come riportato da Il Tempo, l’attesissimo faccia a faccia tra il presidente Claudio Lotito e l’ex portierone biancoceleste si è concluso con un nulla di fatto. L’incontro, andato in scena lunedì sera (anticipato rispetto alle previsioni iniziali), ha visto le due parti confrontarsi a lungo in una densa chiacchierata, che però non ha portato all’accordo decisivo.
Il tentativo del patron biancoceleste di riportare a Formello una figura di spessore e garanzia per l’ambiente è dunque andato a vuoto.
I motivi del rifiuto: il nodo dell’autonomia operativa
Le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore delineano con precisione i contorni di un rifiuto che è tutto tranne che superficiale. Al centro del dietrofront di Peruzzi c’è il profondo timore di incamminarsi in un vicolo cieco, schiacciato dal fantasma di quei “poteri limitati” che già in passato avevano logorato il suo rapporto con l’ambiente. L’ex portierone biancoceleste non era infatti minimamente interessato a una poltrona di facciata, utile solo a livello d’immagine, ma chiedeva un ruolo chiave e operativo nella gestione dell’area tecnica. Un inserimento che avrebbe inevitabilmente ridisegnato compiti e gerarchie dell’attuale direttore sportivo Angelo Fabiani, ma che Lotito non è parso intenzionato a garantire fino in fondo.
Peruzzi vedeva se stesso come un vero e proprio scudo per la squadra, un collante capace di proteggere l’allenatore e lo spogliatoio dalle dinamiche societarie e dalle troppe pressioni esterne. Quando ha capito che sarebbero mancati i margini di manovra e le garanzie necessarie per agire con reale autonomia e lealtà, ha preferito fare un passo indietro. A pesare enormemente sulla scelta finale sono stati anche i precedenti storici: il ricordo dell’addio consumato cinque anni fa, quando l’organizzazione interna lo costringeva a scontrarsi quotidianamente con le rigide burocrazie di Formello, era ancora troppo fresco per rischiare di commettere lo stesso errore.
Angelo Peruzzi / Foto: profilo X Lazio
Il contesto: una Lazio tra borsa, contestazioni e Reggina
Il tentativo di Lotito di riportare Peruzzi si inseriva in un momento particolarmente delicato e strategico per la società. Da una parte, il presidente è fortemente impegnato sul fronte calabrese nelle operazioni che riguardano le strutture della Reggina. Dall’altra, l’ambiente laziale vive giorni di forte fermento e contestazione interna verso la proprietà, mentre paradossalmente il titolo in Borsa ha registrato picchi notevoli.
Il ritorno della “saracinesca” di Blera sarebbe stato il perfetto scudo mediatico e un nome capace di ridare subito fiducia, stabilità e “lazialità” a una piazza in subbuglio. Peruzzi, però, ha scelto di non fare da parafulmine: la paura di non poter incidere come avrebbe voluto ha battuto il forte legame affettivo che lo unisce ai colori biancocelesti. Formello, almeno per ora, rimane un capitolo chiuso.