L’analisi tattica del gioco della Lazio: Gattuso deve tornare sui suoi passi
In questo precampionato ho analizzato la tattica della Lazio e dopo la sconfitta casalinga contro il Mantova, ho tirato le mie conclusioni. Se pur in piena preparazione e con le gambe pesanti, gli uomini di Gattuso avevano cercato di mettere in pratica l’aggressività e il pressing voluti dal mister.
A sprazzi, e con avversari di livello basso, qualcosa di buono si è visto. Recuperare palla così alti, porta ad essere pericolosi in avanti, e questo è positivo. Ma una tattica del genere fa spendere energie preziose e le partite durano più di 90′. Un passaggio sbagliato, una palla persa o un errore banale, espongono la difesa a ripartenze letali e col Mantova si è visto.
Adesso inizia il campionato e non oso immaginare, visto che il livello si alzerà notevolmente, a come la Lazio gestirà i match. Per come la vedo io questa rosa non ha giocatori adatti a fare quel tipo di gioco. Molti calciatori sono più predisposti al possesso palla, a gestire i tempi e i ritmi, a non correre a vuoto e ad essere lucidi per tutta la gara.
Lazio, mister Sarri
Del resto Sarri lo aveva capito benissimo. Squadra corta, possesso e ripartenza, le uniche armi di una rosa ridimensionata. Mister Gattuso invece ha voluto legittimamente imporre il proprio credo, ma si sta rendendo conto che è un suicidio. Anche i giocatori lo sanno e hanno parlato col tecnico per trovare una tattica diversa da quella messa in pratica finora.
Con difensori così lenti nel recupero, centrocampisti più di palleggio che di gamba e attaccanti abbastanza veloci come Zaccagni e Isaksen o Cancellieri, forse giocare di rimessa è meglio che esporsi all’avversario. Bisogna fare di necessità virtù, questo è ciò che vedo e sinceramente sono preoccupato se Gattuso insisterà con questo modo di giocare. Forza Lazio.