Lazio | Sergio Cragnotti, presente in tribuna per assistere a Lazio-Milan, ha lanciato un appello ai tifosi biancocelesti.
L’ex presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, ha fatto ritorno allo stadio Olimpico per assistere alla gara contro i rossoneri di Rubén Amorim.
Al termine della gara, raggiunto dai microfoni de Il Messaggero, ha espresso il proprio parere sulla partita e non solo. Il tema principale, infatti, è stato sulla protesta messa in atto dal popolo biancoceleste, che non ha intenzione di tornare a riempire lo stadio Olimpico. A tal proposito, l’ex numero uno biancoceleste, ha rivolto un appello ai tifosi, invitandoli a rientrare per il bene della Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni.
Lazio, Sergio Cragnotti lancia un appello: “La squadra non può essere penalizzata in questo modo. La Nord quando si accende è speciale”
Come riportato precedentemente, l’ex presidente della Lazio ha parlato ai microfoni de Il Messaggero della protesta in atto, invitando i tifosi biancocelesti a tornare allo stadio. Queste le sue parole.
“Volevo vedere la Lazio dal vivo dopo averla scoperta in televisione, perché ho intuito che c’era qualcosa di diverso rispetto agli ultimi anni. E poi la grande sfida col Milan, con cui alla fine degli anni ’90 ci siamo contesi lo scudetto: era un’attrazione, così sono andato e sono rimasto anche soddisfatto, nonostante il pareggio”.
“Non voglio entrare nella questione tra i tifosi e il presidente Lotito, è una contesa che non mi interessa, quindi voglio dire la mia solo su quello che penso e che ho provato entrando in uno stadio vuoto, che addirittura sembrava San Siro in alcuni momenti. C’erano sostenitori rossoneri ovunque. Non vi nego che mi sono commosso, allo stadio, quando ho visto una mamma con un neonato in braccio tifare per i biancocelesti. Non penso quel bimbo avesse più di qualche mese, eppure lei è voluta andare all’Olimpico. Ecco, quello è un atto di fede nei confronti della Lazio e sono convinto che tutti possano farlo, nonostante la contestazione nei confronti del club”.
“Senza alcuno spirito polemico, invito tutti a rientrare e a pensare al bene della Lazio, intesa come squadra. Anche sabato, nei momenti di difficoltà contro il Milan, la Curva e tutti gli altri settori avrebbero aiutato i giocatori a resistere, a trovare le forze per reagire ad un ciclone in arrivo. Ci sono altre forme di protesta, la squadra non può essere penalizzata in questo modo, la Nord è qualcosa di speciale quando si accende”.
“Signori? La sede di via Novaro assediata, gli elicotteri, la polizia, qualche lacrimogeno. Mia moglie mi chiamava impaurita da casa e io continuavo a non capire perché la gente non si fidasse di quello che stavo facendo. Sono sempre stati molto esigenti, diversi da tutti gli altri e in particolare da quelli romanisti, che spesso fanno sold out anche quando la loro squadra va male. I laziali sono davvero il dodicesimo uomo in campo, quando decidono di fare la differenza sono i più determinanti del nostro campionato. Ma su certe cose vanno diritti per la loro strada. Ricordo anche che impedirono a me e al presidente Sensi di fare un derby estivo, come spesso giocavano Inter e Milan a San Siro, perché non volevano aggiungere una stracittadina. Comunque spero che tornino presto perché ho visto una Lazio divertente, che può dare delle soddisfazioni anche a loro”.
“Per me è meglio questa Lazio della precedente, la vedo anche giocare molto meglio, con più passione e trasporto. Ha carattere, il primo tempo contro il Milan mi ha impressionato per il ritmo e l’intensità. Poi è crollata, ha finito la benzina e si è consegnata ai rossoneri, che avevano cambi molto più competitivi.La squadra di Sarri, anche dal vivo contro il Como, mi aveva deluso e non ha fatto una grande stagione. Il centrocampo, con Frattesi e Taylor, ha fatto un grande salto di qualità. Penso che tornerò a vederla”.