Sempre più Reggina, sempre meno Lazio: Lotito, perché non lascia la società biancoceleste?

Scritto il 29/09/2026
da Luca Belardi

Lotito e la nuova era in Calabria: la Lazio resta sempre più sola

C’è un’immagine che, più di tante parole, racconta il momento che sta vivendo Claudio Lotito. È quella di ieri sera a Reggio Calabria, durante la festa di Forza Italia per la vittoria di Fabio Roscioli alle elezioni suppletive. Lotito era lì, in prima fila, accanto ai protagonisti della politica calabrese, a festeggiare il risultato elettorale. Nulla di sorprendente, considerando il suo ruolo politico e il legame sempre più stretto con la Calabria. Ma per il popolo laziale l’immagine pone inevitabilmente un’altra domanda: e la Lazio?

Perché oggi la sensazione, sempre più forte in una parte della tifoseria, è quella di una società che vede il proprio presidente sempre più distante dalla quotidianità biancoceleste e sempre più coinvolto nel progetto calabrese. Dal momento dell’acquisizione della Reggina, Lotito ha parlato apertamente di un progetto di rilancio, definendo la Serie D soltanto un punto di partenza e sottolineando la volontà di costruire qualcosa di importante a Reggio Calabria.

A Roma, invece, il rapporto con la tifoseria è da tempo segnato da una forte contestazione e dalle continue domande sul futuro della società. E già a luglio, durante la sua presentazione a Reggio Calabria, Lotito aveva scelto di non entrare nel merito delle prospettive della Lazio, rispondendo a una domanda sul club biancoceleste che quello era il momento di parlare della Reggina. Ed è proprio qui che nasce il problema. Sempre più Reggina, sempre meno Lazio. 

È questa la percezione che si sta facendo strada tra molti tifosi. Una percezione che non significa necessariamente che Lotito abbia già deciso di lasciare la Lazio, perché non esiste oggi un annuncio ufficiale in questo senso. Ma è difficile non interrogarsi sul perché un presidente che da oltre vent’anni guida la società biancoceleste sembri oggi dedicare una parte così importante della propria attenzione al nuovo progetto calabrese.

La domanda, allora, diventa quasi inevitabile: se il futuro di Lotito è sempre più legato a Reggio Calabria, quale sarà invece il futuro della Lazio? E qui il tema non riguarda soltanto Lotito, ma la Lazio stessa. Un club come quello biancoceleste non può vivere nell’incertezza permanente sul proprio domani. I tifosi chiedono un progetto, una direzione, una prospettiva. E soprattutto chiedono di capire quale sia l’ambizione della proprietà. Se Lotito intende continuare a essere il presidente della Lazio, allora sarebbe naturale aspettarsi una presenza e un progetto all’altezza delle aspettative di una piazza che, negli ultimi anni, ha manifestato in maniera sempre più evidente il proprio malcontento. Se invece il suo futuro imprenditoriale e personale dovesse essere sempre più orientato verso la Calabria, allora tornerebbe inevitabilmente al centro del dibattito la possibilità di una cessione della Lazio.

Non perché qualcuno debba decidere al posto di Lotito cosa fare del proprio patrimonio, ma perché la Lazio merita chiarezza sul proprio futuro. La domanda che arriva dalla tifoseria è semplice: per quanto tempo ancora questa situazione potrà andare avanti?

E soprattutto: se esistessero davvero imprenditori, fondi o gruppi finanziari interessati a rilevare la Lazio e a investire risorse importanti nel club, quale sarebbe la prospettiva della società con una proprietà diversa?Non spetta certamente ai tifosi decidere chi debba essere il proprietario della Lazio. Ma spetta ai tifosi, e anche a chi racconta quotidianamente questa società, chiedere quale sia il progetto per il futuro.

Perché mentre a Reggio Calabria Lotito viene celebrato come l’uomo chiamato a costruire una nuova era della Reggina, a Roma continua a esserci una Lazio che aspetta di capire quale sarà la propria. E forse è proprio questa la domanda più importante di tutte: Lotito vuole ancora costruire il futuro della Lazio oppure il suo futuro, ormai, parla sempre più calabrese?