È iniziata oggi la conferenza dei servizi preliminare sul progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio presentato dalla Lazio. Un passaggio importante per il futuro dell’impianto romano, che dovrà affrontare verifiche tecniche, urbanistiche e legate ai numerosi vincoli presenti sulla struttura.
Ma oltre agli aspetti progettuali, nelle ultime ore ha fatto discutere anche la questione della trasparenza e della partecipazione delle associazioni dei tifosi all’iter amministrativo.
La Federsupporter, infatti, aveva richiesto l’accesso alla documentazione integrativa relativa al progetto Flaminio e la possibilità di assistere alla conferenza dei servizi da remoto. Secondo quanto comunicato dalla stessa associazione, i legali della S.S. Lazio avevano presentato memorie di opposizione rispetto all’accesso agli atti richiesto. Nonostante questo, il Comune di Roma ha deciso di consentire comunque la partecipazione da remoto di Federsupporter alla conferenza preliminare.
Una scelta che riafferma un principio importante: un progetto di tale portata, destinato a incidere sul futuro urbanistico e sportivo della Capitale, non può prescindere dall’attenzione dei cittadini e dei tifosi.
La vicenda inevitabilmente alimenta qualche riflessione. Da tempo la Lazio parla del Flaminio come della futura casa biancoceleste, un progetto strategico per il club e per i tifosi. Tuttavia, la decisione di opporsi all’accesso agli atti richiesto da un’associazione riconosciuta come Federsupporter rischia di apparire in contrasto con quella volontà di apertura e trasparenza spesso richiamata pubblicamente. Naturalmente la società ha il pieno diritto di tutelare il proprio progetto e la documentazione presentata. Ma allo stesso tempo, il coinvolgimento delle associazioni dei tifosi e la possibilità di seguire un iter così importante dovrebbero essere considerati un elemento positivo, soprattutto in una fase delicata come quella della conferenza dei servizi.

