Lettera aperta di un popolo ferito e abbandonato: quando il calcio perde l’anima
Queste sono le parole di una popolo smarrito, sofferente, quasi in lutto. È il grido di chi si sente abbandonato al proprio triste destino, costretto a guardare le macerie di una passione che un tempo bruciava fiera, spavalda e che oggi si ritrova prigioniera di logiche fredde.
Non è solo dissenso, è il dolore profondo di un popolo che vede svanire la propria identità.
Il testo della lettera
Foto Profilo X S.S. Lazio
“Cari amici, tifosi laziali prestatemi orecchio. Io vengo per seppellire la Lazio, non a lodarla. Il male che fanno gli uomini sopravvive loro, il bene spesso, viene sepolto con le loro bandiere.
La nobile dirigenza vi ha detto che tutto va bene. E la dirigenza è composta da uomini d’onore. Se così fosse sarebbe colpa grave e gravemente la Lazio ne porta il peso. Qui con il permesso della dirigenza e degli altri cortigiani di Formello, poiché la dirigenza e tutti gli altri sono uomini d’onore, vengo a parlare del vostro dolore.
La Lazio era amata, fedele, orgogliosa, immortale e la dirigenza dice che i conti sono in ordine. Se fosse solo questo il calcio, allora anche gli usurai sarebbero campioni.
Quando il popolo chiedeva sogni arrivavano comunicati. Quando chiedeva campioni arrivavano plusvalenze. Quando chiedeva gloria arrivavano silenzi. Eppure la dirigenza è fatta di uomini d’onore.
Avete visto il vostro stadio svuotarsi d’anima. Avete visto bandiere trattate come fastidi. Avete visto allenatori lasciati soli, giocatori parlare, ambizioni diventare prudenza. Era questa la grande Lazio promessa? Eppure non parlo per smentire la dirigenza, io parlo soltanto di ciò che voi sapete.
Voi una volta amavate questa squadra senza misura, perché oggi vi guardate allo specchio con rassegnazione? Vi guardate con giudizio. Il calcio è fuggito negli uffici dei bilanci, e gli uomini hanno perduto il cuore. Abbiate pazienza con me. Il mio cuore è là in Curva insieme all’aquila ferita e devo fermarmi, finché non ritorni.”
Amore incondizionato
Nonostante questo profondo senso di lutto, nonostante la sensazione di totale abbandono e un cuore che sanguina, c’è qualcosa che nessuna logica aziendale potrà mai soffocare.
Il tifoso laziale, pur ferito e smarrito, non smetterà mai di battere per i suoi colori: amerà sempre, e per sempre, la sua grande e libera Lazio.

