Protti, il fischio finale dell’ex biancoceleste e la firma nel derby

Scritto il 25/06/2026
da Lara De Angelis

La parentesi in biancoceleste di Protti e la firma pesante sul derby

Igor Protti, un nome che non conoscono in molti. Un bomber indimenticabile, ci ha lasciati a cinquantotto anni, stroncato da un tumore scoperto un anno fa.

L’urlo dello “Zar” nel derby di Roma

Nel 1996, Protti arrivò alla Lazio per sette miliardi di lire. Aveva appena vinto la classifica di capo cannoniere con la maglia del Bari. Nella Capitale, l’attaccante realizzò sette reti in campionato. Il suo gol più celebre resta quello del pareggio nel derby al 91°minuto.

Il 4-05-1997 resta una data storica per il tifo laziale. La Roma conduceva il derby con una rete di vantaggio siglata da Abel Balbo.  Al 91° minuto, però, Igor Protti fece esplodere di gioia il settore biancoceleste. L’attaccante, subentrato a Signori, firmò la rete del definitivo 1-1. Il bomber festeggiò quel gol pesantissimo mimando il celebre trenino, nato a Bari.

Con la maglia biancoceleste Igor vinse la Supercoppa Italiana. La sua generosità in campo ha lasciato un ottimo ricordo nel cuore dei tifosi. QLa storia tra Igor Protti e Beppe Signori è un romanzo di gol, rispetto e grande amicizia. Nel 1996, i due bomber si divisero la vetta della classifica cannonieri di Serie A.

Protti segnò 24 reti con il Bari retrocesso, mentre Signori ne fece altrettante portando la Lazio al terzo posto. Fu una sfida epica tra due pesi massimi del gol italiano.

L’anno successivo, Cragnotti decise di riunire i due capo cannonieri acquistando lo Zar del gol per la Lazio. Nella stagione, Protti e Signori giocarono finalmente insieme condividendo lo spogliatoio.

Alla notizia della scomparsa di Igor, Beppe Signori ha scritto un messaggio social davvero straziante e pieno di sincero affetto. Ha ricordato le corse, i gol vissuti insieme e le infinite telefonate fatte fino a pochi giorni fa.

Le parole dedicate da Beppe Signori al suo storico compagno di reparto e grande amico: “Oggi il calcio ha perso un grande uomo e io ho perso un grande Amico. Insieme abbiamo corso, sudato, segnato e sognato. Tu con quel sorriso da guerriero e quel cuore enorme che illuminava lo spogliatoio. Ci siamo sentiti al telefono qualche giorno fa, e non voglio credere che non ci saranno più quelle chiacchierate infinite, quelle risate e quei gol da festeggiare insieme. Riposa in pace, amico mio. Ti porterò sempre nel cuore, come ai tempi in cui eravamo invincibili. Un abbraccio forte ovunque tu sia.”

I ricordi sono sbiaditi dal tempo ma nella mia mente riecheggiano i cori per Igor che tuonavano in Curva Nord , e la grande complicità con il nostro Beppe.

Il dolore della Lazialità ferita

Se guardo la Lazio di oggi, vedo una tifoseria in contestazione e lacrime di dolore invece che di gioia. Non riconosco più la nostra Lazialità. Questo calcio moderno, fatto solo di denaro e rappresentato da chi ci detesta, ha cambiato profondamente lo spirito e l’anima del nostro essere biancocelesti.

Il tempo passa troppo in fretta ed è triste, ma sono fiera di poter vivere la mia Lazialità attraverso ricordi meravigliosi e ricchi di vera passione. Ho tanto da raccontare a chi, purtroppo, oggi vede soltanto questo scempio e non ha conosciuto i tempi d’oro del nostro tifo.

Questo è il momento dell’addio al calcio romantico, all’amore puro per la maglia e ai campioni immortali. Buon viaggio, caro Igor Protti.